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Festival
Redentore ettnic@ 2004
Voci
Suoni e Visioni dai Popoli: dall'Ungheria
di Béla
Bartók all'europa delle culture
Il patrimonio culturale, artistico e musicale dello stato magiaro
sarŕ quest’anno protagonista della seconda edizione del Festival
“Redentore ettnic@ Voci, Suoni e Visioni dai Popoli”.
Un’importante occasione per incontrare, negli incantevoli campi e
campielli della Venezia popolare, attraverso la musica, il teatro,
il cinema e il dibattito, la
cultura e le tradizioni di un paese di sicuro interesse per la sua
storia e il suo importante patrimonio artistico, musicale e
culturale. Un incontro con le tradizioni nei loro aspetti di
rielaborazione piů innovativa e contemporanea. Alla base delle scelte artistiche del Festival
ettnic@ vi č, infatti,
la convinzione che la produzione artistica musicale e
teatrale contemporanea, possa trarre linfa e innovazione dalle
identitŕ culturali, valorizzandole,
attualizzandole e integrandole nelle proprie elaborazioni.
Béla Bartók, uno dei padri della musica del Novecento
introdusse nella musica classica contemporanea
innovazione e valore attraverso il grande apporto della
musica popolare dei villaggi della Transilvania e del sud
dell’Ungheria.
Piů
di 70 anni fa il grande compositore ungherese viaggiava per campagne
e paesi della sua terra, alla ricerca di canzoni, danze e motivi
folk che registrava sul campo e che poi, tornato a casa, rielaborava
nelle sue partiture piů raffinate e musicalmente colte. All'inizio
del '900, la popolazione rurale che conservava una ricca tradizione
di musiche, canti e danze, viveva in un mondo a parte rispetto alla
classe media dalla quale lo stesso Bartók proveniva.
Egli
stesso scrisse: "nei
cosiddetti circoli culturali urbani, l'incredibile ricchezza della
musica popolare era completamente sconosciuta. Nessuno sospettava
minimamente che questo tipo di musica esistesse".
Nel 2004, in occasione dell’entrata ufficiale dell’Ungheria
nell’Unione Europea, il Festival ettnic@ vuole contribuire ad un
dibattito necessario per la costruzione di un’Unione Europea che
valorizzi, riconosca e contenga le diverse identitŕ culturali che
la compongono come valore e patrimonio di un’identitŕ ricca e
molteplice e una visione del mondo che riesca a valorizzare le
differenze culturali come risorse vitali, alla base della convivenza
tra i popoli. L’incontro
di Bartók con l'antico e ancor oggi unico folclore della
Transilvania, e le sue osservazioni in merito alle relazioni tra i
differenti gruppi etnici formarono la sua filosofia:
"Il mio
pensiero-guida č stato sempre l'ideale di diverse nazionalitŕ
unite nella fratellanza, a dispetto di ogni guerra e ostilitŕ"
Calogero
Lo Giudice
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