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Antonio
INFANTINO
TARÁnTRANCE
Techno
Cathartic OPERAima
Mondiale
Ideazione
e progetto
Antonio Infantino_una
produzione MediaCulture ettnic@
Collaborazioni
Comune di Venezia, Assessorato Cultura e Turismo, CDQ1_Giardini
d'estate, CDQ2,
Unione Europea, Regione Basilicata, Apt Basilicata, Provincia di
Potenza, Apt Venezia, Sabato
19 Luglio_Festa Del Redentore_Giardini di Castello_H 21.30 L’Opera
di Antonio Infantino si caratterizza per la presenza corale di
diverse discipline artistiche e tecniche che avvolgono e coinvolgono
il pubblico: la danza, la musica, le arti visive. Un rituale
coreutico e festoso che ha al centro della scena gli spettatori come
soggetti attivi: sollecitati dalla danza ancestrale, dai suoni
ipnotici e dai colori vibranti, danzando, si entra in Trance
attraverso la sapiente guida di questo “sciamano Hypermediale
LA
DANZA
Ballando
su un tappeto di petali di fiori multicolori, gli spettatori
tracciano “segni”(lacci magici senza misura-stringhe
subatomiche) che vengono proiettati su schermi giganti (9X7), come
vera e propria “Opera d”arte in divenire”.
Danzatrici
di “Pizzica Tarantata” rievocano le fasi salienti del “Morso
della tarantola” e del ballo liberatorio e catartico stimolato dal
suono e dal colore.
Danzatori
“Contemporanei” sottolineano con speciali “posizioni” i
gradi di libertà nello spazio ed i liberi movimenti dell’anima,
propri della “Trance catartica” che trasforma ogni essere umano
in “Angelo”, segno vivente di “Arte”, “Medium” tra la
terra ed il cielo stellato.
LA
MUSICA
TARAnTRANCE,
un vero capolavoro in cui i ritmi, i suoni e gli strumenti
ancestrali e tradizionali si sposano con le sonorità elettroniche
Trance più evolute in una combinazione orchestrale di raro effetto
catartico.
TARAnTRANCE
si avvale della collaborazione di innumerevoli musicisti e
programmatori.
IL
COLORE
Oltre
al multicolore “pavimento di scena”, fatto di petali di fiori,
in continuo movimento e trasformazione, su grandi schermi vengono
proiettate “frequenze cromatiche” ed immagini evocative che
attivano la percezione sensoriale, per favorire la Trance Catartica
ed interattiva di ogni partecipante-BACCANTE.
LIBRETTO
D'OPERA
Cenni
Biografici
Antonio
INFANTINO
Nel
1991 Antonio Infantino ha ricevuto il PREMIO
e la LAUREA HONORIS CAUSA dell’ ACCADEMIA REALE BELGA di Scienze,
Letteratura e Belle Arti (AWLSK).
Antonio Infantino, nato a Sabaudia (LT) nel 1944, “E’ uno che
non sai mai da dove viene, non saprai mai dove va. Si muove come le
nuvole”, cosi’ è scritto di lui in un efficace ritratto che
apre il volume “Antonio Infantino: danza cosmica, colore, suono ed
architettura” edito, nel 1996, dal Parlamento Europeo, nel cui
spazio espositivo di Bruxelles, è stata ospitata una sua grande
mostra antologica. Il “nomadismo” di Infantino, che lo porta da
Tricarico (non distante da Metaponto in Basilicata, dimora del
filosofo e matematico Pitagora) a Firenze, in Brasile, in Belgio,
Olanda, altrove e poi di nuovo a Firenze, non è solo fisico, ma
soprattutto culturale e disciplinare. La “tarantola
dell’arte”, il virus che non lo abbandona mai che lo spinge
verso territori di ricerca sempre nuovi e diversi, lo porta a
diventare architetto (Firenze, 1972, tesi su “spazio naturale,
artificiale, a ‘n’ dimensioni), ma anche musicista, poeta,
pittore, regista di teatro, antropologo, lasciando un segno in
ognuno dei campi toccati.
Nel 1973/74 ha insegnato Arte dei
Giardini nella Facolta’ di Architettura dell’Universita’ di
Firenze. In Brasile, Belgio, Italia ha progettato urbanizzazioni,
parchi, chiese, ospedali, teatri, palazzi, ville, case, giardini,
mobili ed oggetti- tutti progetti realizzati. Tra “le cose
fatte”, come le chiama lui, che lo hanno reso famoso, bisogna
ricordare la costituzione del suo gruppo di musica: “I Tarantolati
di Tricarico”.
Di ritorno dall’Egitto e da Creta,
Infantino, nel 1975, ripensa le comuni radici mediterranee e,
sintetizzando le sue esperienze, crea un nuovo repertorio
utilizzando il dialetto Lucano, per la particolare sonorità
linguistica, con un accompagnamento musicale fatto di accordi MINIMI
sorretti da una potente base percussiva. Tra
i successi di Antonio Infantino con i suoi Tarantolati:
“La Gatta Mammona”, eseguita poi,
nel 1997, anche col gruppo “99 POSSE”, e la canzone “AVOLA”,
da lui composta, che Infantino ha eseguito spessissimo nello
spettacolo di DARIO FO “Ci ragiono e canto”.
Nel 1966 Feltrinelli edita una sua
raccolta di poesie “I denti cariati e la patria”- con prefazione
di Fernanda Pivano.
A City Lights Italia non arriva
casualmente: Infantino non solo ha partecipato a readings insieme ad
Allen Ginsberg (Poltronova di Agliana, ’67, in occasione della
mostra di Ettore Sottsass), ma è stato uno dei protagonisti del
Beat italiano, come ben documentano Fernanda Pivano in “Mondo
Beat” ed un ritaglio del Corriere della Sera dell’epoca, quando
“il tarantolato” passò una notte in cella perché si aggirava
per Milano con la testa incoronata. Un personaggio che incarna in
senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello
spettacolo di questi ultimi trent’anni.
Mago, mistico, filosofo e scienziato
“rinascimentale”, Infantino ricompone tutte queste discipline in
un’unica dimensione che le riassume: L’ARTE, intesa da
lui come ponte tra “L’animo individuale” e “L’anima del
mondo”.
Migliaia, in tutta Italia ed
all’estero, sono stati i suoi spettacoli, mostre, performances,
trasmissioni radio e televisive (RAI-CANALE 5, etc.).
Abbondantissima la rassegna stampa sul suo “Operato”.
Per
l’anno in corso-2003- Infantino è stato invitato a partecipare
alla Biennale di Venezia, con un Evento Speciale di collegamento tra
Arti visive, Musica, Teatro e Danza: TARAnTRANCE Tecno Cathartic
Opera.
  
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Tarantrance sulla
stampa Il
Venerdì di Repubblica, La Repubblica, L'Espresso, il Gazzettino, La
gazzetta del sud ..............
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